Bucarest 2005
Cari amici,
mi ci sono volute alcune settimane per riuscire a scrivervi per raccontarvi del
nostro ultimo viaggio in Romania, non tanto per mancanza di tempo ma perchè ero
fin troppo furiosa e ferita.
Prima di scrivere a voi ho già mandato una lettera all'europol, all'interpol,
alle varie associazioni internazionali e alle autorità, all'unicef e alle
ambasciate.
Qualcuno mi ha già risposto e vi terrò informati sull'andamento della cosa.
Insieme a voi possiamo fare molto; non abbiamo portato solo i vostri vestitini e
i vostri giocattoli in questi orfanotrofi: abbiamo portato un abbraccio, un
sorriso, un po' d'amore e una speranza.
Allora, cari amici: come già sapete questo non è il primo viaggio che facciamo
in Romania. Siamo già stati in altri orfanotrofi: tre a Timisoara e uno a
Bucarest. Anche se gli istituti si trovano in una zona poverissima (i bimbi non
indossavano nemmeno le scarpette perché troppo costose)e nonostante le richieste
d’affetto disperato, non abbiamo trovato i bambini denutriti, maltrattati o
sporchi, ma solo poveri.
La nostra ultima visita a Bucarest (20-23 giugno 2005) ci ha lasciato l'amaro in
bocca e il cuore a pezzi. Anche questo istituto è gestito da privati, da una
presunta fondazione tedesca! L’orfanotrofio in questione si trova a Cincu , Jud.
Brasov, Romania ed è intitolato a Don Bosco (all’ingresso c’è pure un’immagine del
buon sacerdote che pensava ai bambini!) – Telefono: +40 268 244 250
Allora: prima avvisiamo del nostro arrivo e poi arriviamo con l’auto carica di
giochi, vestitini e cose da mangiare. Immediatamente abbiamo l’impressione che qualcosa non vada proprio bene. I bambini dichiarati sono
sessanta ma ne vediamo appena una trentina e sparsi per la strada. A fianco di
questo orfanotrofio (in un paese desolato e lontano dalla prima vera
città) è allestita una bancarella per la vendita dei giochi. Chiediamo del
direttore, ci dicono che sta per arrivare e arriva, sì ma con un camion pieno di
palloni che scarica in questa bancarella. Sul camion c’è la
scritta: “ Italia-Romania – www.clic-copiii.ro e
www.klick-kinder.de ”.
Entriamo in istituto, distribuiamo i giochi e questi poco a poco spariscono
dalle mani dei bambini.
Chiediamo: “dov’è la trombetta e il registratorino?” uno di noi segue il
direttore e i due giochi “magicamente” ricompaiono dal camion.
Facciamo una visita nelle stanze dei bambini (dai 2 ai 17 anni) e le troviamo
spoglie, senza nulla, nemmeno un vestitino o una bambolina o un giocattolo.
Praticamente c’è solo quello che abbiamo portato noi.
Gli unici giocattoli sono nelle stanze della bambine…quelle più carine. E in
queste stanze c’è solo un letto, al massimo due.
I bimbi: sporchi, puzzolenti e praticamente tutti pieni di lividi.
I bagni: nessuna doccia, né vasca, solo il wc e un lavandino.
Poi, poco più in là dell’istituto, ma sempre all’interno del fabbricato,
troviamo una casetta nuova con dentro letti puliti e belli. A cosa servono?
Sono per i tedeschi che vengono a trovare i bambini, ci dicono.
Poco più in là una buca con acqua stagna ed escrementi.
Una bambina, avrà avuto circa dieci anni, forse meno (lo sguardo vissuto
inganna) mi si avvicina e mi dice qualcosa in rumeno che non capisco.
Subito arriva un “guardiano” (c’erano solo uomini in questo istituto e nessuna
donna a guardare i bambini), gli dice qualcosa con tono seccato e lei subito si
ammutolisce.
Un altro bambino lo prendo per manina e lui mi dice che gli fa male…mi fa vedere
di nascosto il braccio….visibilmente rotto con l’osso sovrapposto!.
Vado da uno di questi guardiani che mi risponde: sì, si è rotto il braccio ma la
settimana prossima lo portiamo all’ospedale!
Un altro bambino piange in un angolo… dice che gli fa male la pancia: gli altri,
i più grandi lo prendono in giro e ci dicono….poi gli passa…è passato a tutti!
Con me c’era anche il mio ragazzo. Due bambine si avvicinano e ci chiedono se
“stanotte dormiamo insieme in camera”.
Il banchetto fuori dall’orfanotrofio: i bambini ci chiedevano esattamente i
giochi esposti in in questa bancarella. Ci siamo cascati un paio di volte.
Li abbiamo comprati ma dopo poco tempo i giochi ritornavano esposti.
Prima di andarcene il tavolo del banchetto è stato spostato dentro l’orfanotrofio: è il tavolo da pranzo!
Ecco: io e le altre quattro persone denunciamo tutto questo e abbiamo
chiesto alle autorità di intervenire. Abbiamo denunciato il maltrattamento
che abbiamo visto, i furti, lo stato di lager nel quale abbiamo trovato queste
piccole creature, e abbiamo chiesto che questi bambini vengano visitati per
verificare se hanno subito violenze sessuali e se hanno ancora intatti tutti i
loro organi.
Mara
nel frattempo ringraziamo le persone che gentilmente ci hanno inviato alcuni
giocattoli

queste le foto dei primi giocattoli arrivati da voi, prossimamente pubblicheremo quelle del viaggio