Siamo partiti venerdì 12 giugno verso le 17.
L’auto (una monovolume) era stracolma di giocattoli e vestitini per bimbi. Siamo
arrivati (in due) alla frontiera della Romania il giorno dopo, verso le 18 (19
ora locale) senza alcun imprevisto. Anche se non vado moltissimo in chiesa sono
sicura – e non è una questione di religione – che quando si fa qualcosa per
l’umanità Dio non rimane indifferente e fa in modo che non succeda nulla.
Sono convinta che tutti noi rappresentiamo un enorme giardino e i piccoli fiori
di questo prato sono proprio i bambini. Un richiamo così forte che ha
conquistato i nostri cuori e ci ha dato la forza di fare oltre 900 chilometri.
Ma è stata soprattutto la bellezza dei tanti gesti, anche da persone
sconosciute, che ci ha riempito di gioia: Silvia, Sonia, Paola, Angela, Roberto,
Francesca, Nives, Aldo, Maurizio, Tiziana…Persone che hanno regalato con i loro
giochi tanto amore a quei tanti piccoli bimbi che sono stati meravigliati più
che dai colori di bambole e macchinine, dall’altruismo dimostrato; da un affetto
disinteressato e puro.
Grazie veramente di cuore a tutti; a tutte le persone che per un giorno sono
diventate gli angeli di piccoli sfortunati.
Sarebbero tantissimi gli episodi da raccontare, ma alcuni sono talmente forti da
non cancellarsi dalla memoria.
Gli orfanotrofi visitati a Timosoara sono stati tre: due di questi veramente
poveri. A molti bimbi mancavano le scarpe ai piedi. Abbiamo chiesto: perché? Con
tutta semplicità ci è stato risposto: “perché non le hanno”.
Non so se sia stata più travolgente la gioia di ricevere i giochi o i
vestitini…Alcuni di questi piccoli (tutti da 1 a 8-10 anni) sono ritardati, ma
non perché nati così, ma lo sono diventati in seguito all’abbandono e alla
malnutrizione. Ho chiesto allora: ma come li trovate questi bimbi? Ve li
portano? Ci è stato risposto: “alcuni sono abbandonati in mezzo alla strada. E’
un passa parola; quando si vede girare a vuoto per un mese un bambino allora si
capisce che è stato abbandonato; altri si trovano direttamente nella
spazzatura”. E non c’è la legge che tutela il minore? Ci è stato risposto: “qui
la gente è talmente povera che le persone si vendono e non costano nemmeno
tanto”.
Non abbiamo stentato a crederci. Il paese che abbiamo visitato era talmente
povero che le strade non erano nemmeno asfaltate, la gente non girava nemmeno in
carretto, il canale della fognatura a cielo aperto. Vi ricordate “il piccolo
lord”? Ecco, l’immagine è quella.
Una bimba mi ha abbracciata e mi ha chiamato “mamma”; un’altra mi ha preso il
braccio e non me lo lasciava più…stretto stretto stretto.
Quando ce ne siamo andati tutti erano dispiaciuti: con noi se ne andava
l’alternativa ad una vita migliore…
Così abbiamo deciso di ritornare….magari a Natale, insieme a Voi
Un abbraccio
Mara
Il viaggio di andata
 |
 |
 |
| confine della Slovenia |
una strada in Ungheria |
il confine rumeno |

il primi veicoli incontrati in Romania
Il primo orfanotrofio: Casa de Copii "Andrea"
|
 |
Quest'orfanotrofio è gestito da un signore tedesco di
70 anni, che dopo aver vissuto come ricco imprenditore in Germania, ha
deciso di trascorrere la sua pensione aiutando i bambini meno fortunati. |
La consegna
il saluto

Il secondo orfanotrofio è gestito, come il terzo, da un'anziana
signora austriaca ...
il terzo orfanotrofio: Casa de Copii "Elisabeth


la classe |

il giardino |

studio dentistico |
La consegna

il saluto
il viaggio di ritorno

le cicogne in Ungheria